Roma, Mkhitaryan si presenta: "Qui per vincere, non ho paura della pressione"

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A Trigoria è il giorno della conferenza stampa di presentazione di Henrikh Mkhitaryan. Ecco parole del nuovo numero 77 della Roma:

“Sono felice di essere qui, non ho passato un periodo semplice. Per me parte una nuova avventura, so quali sono gli obiettivi e farò il meglio per raggiungerli. Lo spogliatoio ha un ambiente bello ed ho parlato col mister, ci sono tutte le condizioni per rendere al meglio“.

In quale ruolo pensi di poter essere più utile nella Roma di Fonseca?
Posso giocare in ogni posizione d’attacco, l’importante è aiutare la squadra, non ci sono differenze se giochi a destra o sinistra. La mia qualità sta nel partire dalla fascia ed accentrarmi. Metterò a disposizione le mie qualità per aiutare la squadra.

Hai incontrato alcuni tuoi compagni come avversari in Nazionale. Vi siete parlati?
Ho rivisto oggi alcuni compagni che sono stati avversari. Ho parlato nel match contro l’Italia con Alessandro Florenzi ed abbiamo parlato di Roma e della gara contro l’Italia. Anche con Edin abbiamo parlato un po’ di tutto, ora la nazionale è alle spalle ed è importante concentrarci sulla prossima gara.

Nelle ultime stagioni di Premier hai avuto una media gol bassa. Che cosa ti manca per fare il salto di qualità a livello realizzativo?
Con l’Armenia gioco dietro la punta, ho più spazio e posso arretrare o finalizzare il lavoro della squadra. All’Arsenal ed al Manchester partivo in una posizione più arretrata, tra centrocampo e attacco. Il mio obiettivo è quello di fare più gol e assist possibile.

Sei sbocciato nello Shakhtar Donetsk. Che pensi dello stile di gioco di Fonseca?
L’ho seguito in Champions ed in campionato, non ho analizzato nel dettaglio, ma aveva uno gioco offensivo, senza paura ed ha vinto partite contro grandi squadre. Spero che possa fare lo stesso qui alla Roma.

Ti sono arrivati messaggi dei tifosi della Roma dopo la gara con l’Armenia? Ti mettono pressione? Perché hai deciso di venire alla Roma?
Ho ricevuto diversi messaggi dopo la Nazionale. Erano contenti delle mie prestazioni, ma ora voglio concentrarmi sulla Roma che è una nuova esperienza. Non mollerò mai, lotterò fino alla fine per i nuovi obiettivi. Non ho paura della pressione, sono abituato agli occhi puntati su di te ed ogni minimo errore viene criticato. Se accetti di giocare a calcio sai che fanno parte di questo, a 30 anni so come comportarmi ed accetto quello che viene. La Roma è stata una grande occasione, ho accettato subito senza pensarci e senza parlare di soldi. Voglio godermi il calcio e giocare.

Hai l’ambizione di voler tornare in Premier League? L’Italia può essere il tuo futuro?
Ho lasciato l’Inghilterra, appartiene al passato e non voglio più parlarne. Sono alla Roma e voglio giocare la Serie A. Non ho fatto un passo indietro, è un grande calcio in un grande club. Era il momento per me di cambiare aria, si è presentata questa occasione e l’ho colta al volo. Per un calciatore è importante provare piacere nel giocare a calcio, negli ultimi mesi all’Arsenal non lo provavo più ed ho colto al volo questa occasione.

Ti piace la Var? Magari il suo compagno non sarebbe stato espulso contro l’Italia…
Ci sono situazioni in cui può essere utile, altre in cui non lo è perché uccide il ritmo del gioco, lo rende pesante. A volta festeggi un gol, poi viene annullato, oppure segni e non sai se esultare. Le emozioni non sono le stesse. Nella partita contro l’Italia se ci fosse stato sarebbe cambiato. In alcune situazioni mi sento inglese ed altre volte in cui mi sento italiano.

Perché l’Arsenal ha deciso di lasciarti andare l’ultimo giorno di mercato?
E’ una domanda difficile, non sono nella dirigenza e non so perché abbiano deciso di lasciarmi andare. Era un mio desiderio ed avevo deciso di cambiare. Sapevo che la Roma avrebbe giocato tante partite e volevo venire qui, oggi grazie al direttore sportivo ho avuto la possibilità di venire qui.

Non hai partecipato alla finale a Baku per problemi di geopolitica. Credi che avrai problemi nella trasferta di Istanbul?
Non ci sarà alcun problema, ci ho già giocato diverse volte. Non è la stessa cosa con Baku. Quella con la Turchia è una vecchia storia, ormai alle spalle. In Turchia non ho mai avuto alcun problema.

Ti servirà un periodo di adattamento per rendere al meglio nel nostro campionato?
Ero molto giovane in Germania e Inghilterra, ora non avrò problemi ad adattarmi, i miei compagni mi aiuteranno a farlo con il campionato e con la città. Dipenderà da me, è evidente che per il momento sarò qui una stagione e dovrò farlo molto velocemente.

Sei a disposizione per la prossima partita? Hai già parlato con Fonseca?
Ho parlato anche con il mister di diverse cose. Non so ancora se giocherò, non ho fatto nemmeno un allenamento con la squadra che farò domani. La decisione spetterà a lui, io farò il meglio, lavorerò duro. Sono qui per vincere e non per perdere tempo.

L’Europa League è alla portata di questo gruppo?
La stagione è appena iniziata, sono sicuro che potremo raggiungere i nostri obiettivi, tutti hanno grandi ambizioni e sono qui per vincere. Si viene ricordati per le vittorie, ho sempre voluto vincere titoli e sono sicuro che le mia ambizioni e quelle della Roma coincidono. Piano piano avremo idee più chiare delle prospettive.

Che cosa ti hanno insegnato i tuoi allenatori precedenti? Che pensi ti lascerà Fonseca?
Sono tutti diversi e con filosofie diverse. Uno molto offensivo ed un altro molto difensivo. Ho trent’anni ma voglio imparare ogni giorno ed ogni minuto. Spero di imparare l’italiano e di poter parlare con voi e comunicare con i compagni. Imparerò molto dal mister.