Prima Pagina ReteSport: Fonseca recupera Cristante e pensa ad El Sha per il Braga. Totti si candida: "Alla Roma serve una figura che conosca l'ambiente".

RASSEGNA STAMPA

PRIMA PAGINA RETE SPORT - Braga e Milan nel mirino. La Roma questa mattina tornerà a lavorare a Trigoria per preparare la doppia sfida casalinga. In Europa i giallorossi devono difendere i due gol dell'andata, possibilmente evitando di subire reti e magari provando a chiudere la pratica per risparmiare energie in vista dei rossoneri. Previsto il recupero di Cristante, difficile quello di Kumbulla che probabilmente rientrerà contro la formazione di Pioli. Out Smalling e Ibanez. 

Curiosità statistica: nonostante l'assenza di pubblico e un fattore campo di fatto eliminato causa Covid, la Roma in casa ha un ruolino da Scudetto mentre in trasferta da metà classifica. Nei match casalinghi i giallorossi hanno totalizzato ben 30 punti in 12 partite nelle quali non sono arrivate sconfitte, facendo per il momento (l'Inter ha una gara in meno a San Siro) meglio di chiunque altro e ottenendo un bottino totale di 31 gol segnati e 13 subiti.

Lontano dall'Olimpico l'andamento è del tutto differente, con appena 14 punti conquistati in 11 sfide (sul campo sarebbero 15, si attendono ancora segnali dal Coni sul ricorso per il 3-0 con il Verona) e una media punti che scende a 1,27, la peggiore di tutte le big della Serie A.

Procede bene il percorso di Zaniolo, che ha avuto soltanto un contatto con il professor Fink, con cui si sente con grande frequenza: la visita medica decisiva per avere l’ok agli allenamenti in gruppo è fissata per la seconda metà di marzo. 

Capitolo Totti: il capitano giallorosso ospite della Bobo TV parla del suo distacco dalla Roma e del suo possibile ricoinvolgimento, svelando di aver incontrato Tiago Pinto: «Alla Roma manca una figura italiana in società, che conosca l'ambiente, sono tutti stranieri. Ancora non ci sono stati contatti con i Friedkin, nel caso ci parlerei. Ho incontrato Tiago Pinto ma al momento ho intrapreso un percorso che voglio portare a termine, certo dire no alla Roma non sarebbe facile». Poi l’ex capitano ha concluso con amarezza: «Mi sarei ucciso pur di non lasciare Trigoria, mi sarei visto per sempre dentro la Roma ma le situazioni mi hanno portato altrove. Mi sono sentito messo al muro, ho preso una decisione che mai avrei voluto prendere. Avrei voluto fare il direttore tecnico, ma ero l’ultima ruota del carro».