Esclusive Carboni

Pubblicato il febbraio 15th, 2017 | da Redazione

ESCLUSIVA, Carboni a Retesport: “Villarreal brillante, ma la Roma può arrivare in fondo” (AUDIO)

Sette stagioni alla Roma, poi una carriera chiusa da capitano nel Valencia. Amedeo Carboni, ex difensore classe ’65, vive oggi in Spagna e non dimentica il passato giallorosso. Queste le sue parole a Retesport:

Candela: “Amedeo è stato il mio primo capitano, mi ha sempre messo a mio agio. Non era facile per me ambientarmi, lui mi ha aiutato molto in questo”.

Carboni: “Dai, vedo che alla fine non t’è andata male la carriera (ride, ndr)”.

Che Villareal dobbiamo aspettarci?
“Classica squadra spagnola. Escriba lo conosco bene, è stato mio secondo allenatore al Valencia. Sono veloci, specie davanti. In mezzo al campo hanno tocco importante. La Roma dovrà stare attenta al contropiede. Quello a cui non è abituato il Villarreal è essere attaccati alti. Questo gli crea dei problemi”.

Stagione in ripresa per il Valencia. Quanto ha influito Prandelli?
“Non ci aspettavamo una stagione simile, specie con i nuovi proprietari. Di soldi ne hanno spesi, pure tanti, ma poi dietro sono molto scarsi”.

Cosa ti ha sorpreso della Roma?
“La resurrezione di Dzeko, qualcosa che sembrava impossibile. Sono stati bravi tutti a recuperarlo”.

Roma favorita per la vittoria finale?
“La Roma è in lotta per tutto ma poi rischia di andar fuori per una stupidaggine. Il potenziale c’è ed è importante. Quando arrivi in questa fase finale tutte le partite sono decisive. Le credenziali ce l’ha. Forse ci sono squadre con più esperienza, ma ha le carte per arrivare in fondo”.

Andrai a vedere l’allenamento della Roma. Chiederai a Totti se è l’ultimo anno?
“Non mi permetterei mai. Quando superi una certa età giochi per pura passione, non per soldi”.

Il post partita di Valencia-Roma, vinta dai giallorossi al Mestalla?
“Noi eravamo già classificati, io non giocai. Non aggiungo altro (ride, ndr)”.

Barriere all’Olimpico?
“Bisogna anche andare avanti. Quando si va fuori dall’Italia è tutto funzionante. È pieno di famiglie e bambini. Quando vado a vedere l’Atletico Madrid, con una tifoseria simile a quella romanista, mi rendo conto di quanto sia giusto rivoluzionare il proprio pensiero sugli ultras. Ai tifosi dico: toglietevi di dosso questa nomea di violenti. Perché non aiuta e siete dei ragazzi in gamba. Per farlo serve anche l’aiuto della società”.

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