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Luis Enrique non si nasconde
LA REPUBBLICA -Questa volta Luis Enrique non difende la sua Roma. «Sono molto deluso, così non va. Il problema non sono le assenze, è un problema della squadra, che abbiamo bisogno di risolverlo sennò così non si va da nessuna parte». La pesantissima sconfitta subita a Cagliari (4-2) sembra togliere entusiasmo al tecnico spagnolo, per la prima volta pubblicamente così critico con la squadra. «Devo rivedere la partita, il discorso è che se non diamo sempre il 100% possiamo perdere con qualsiasi squadra. Ho visto 20minuti incredibili e altri 20 patetici. Sono molto deluso, abbiamo fatto una gara bruttissima, non è questo che voglio. Non è un problema psicologico, ma tattico evedremo se riuscirò a migliorarlo».
Non cerca scuse, Luis, e non si aggrappa neanche a un mercato che ha portato solamente Marquinho nella
capitale (dovrebbe arrivare oggi, problemi burocratici in Brasile ne tardano la partenza). «Io ho detto di sfoltire la rosa, la società l’ha fatto, aperta a rinforzare la squadra di fronte a una buona opportunità. Quel che è successo contro il Cagliari è una mia responsabilità». Abbattuto, Luis Enrique, pronto a metterci la faccia, Francesco Totti, a nome della squadra e a difesa del mister. «Non abbiamo giocato al 100% come ci chiede lui e il risultato è pesantissimo. Quando si perde è tutta la squadra a sbagliare, abbiamo fatto male il pressing davanti, mettendo in difficoltà la difesa. Valuteremo gli sbagli, in settimana e con l’aiuto del pubblico faremo bene contro l’Inter».
Giù di corda, Totti, come poche altre volte si era visto, consapevole che la fiducia dell’allenatore non viene
del tutto ripagata dai giocatori. «Lui si prende la responsabilità - continua l’analisi del capitano - ma al 90% la
colpa è nostra: se non facciamo quel che dice lui, tutto è in salita. Il gruppo ha voglia di dimostrare, rimbocchiamoci le maniche e proviamo a battere l’Inter: usciremo tutti insieme, restando uniti, da questa situazione». Sfida di sabato sera che, con tutta probabilità, dovrebbe essere spostata a domenica pomeriggio per evitare gli inconvenienti dell’ondata di maltempo di questi giorni. Rabbuiata per la sconfitta, la società si stringe intorno a Luis Enrique, richiamando la squadra ai propri doveri, perché il calo di tensione è piuttosto evidente. «L’allenatore raccoglie tutti i nostri consensi - ammette Baldini - poi ci sono interpreti che lo fanno bene o male, ma fin dall’inizio abbiamo detto che il cammino sarebbe stato lungo». Prossima fermata contro l’Inter di Ranieri, guai a non voltare subito pagina.
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