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Pubblicato il dicembre 29th, 2016 | da Redazione

La Roma su Jesé. Iturbe verso il Toro. Baldissoni e Gandini volano da Pallotta

PER IL VICE SALAH RISPUNTA JESE’. ITURBE VERSO IL TORO – La situazione alla Roma la definiscono “fluida”. Per dire che tutto può succedere. Di certo, dai radar di Trigoria non è ancora uscito il nome dello spagnolo Jesé. Anni 23, passato nel Real, presente al Psg e futuro certamente altrove, scrive La Repubblica (Pinci). Ma qualcosa è andato storto: Non possiamo permetterci lo stipendio di Jesé, ha ammesso il presidente del club Miguel Angel Ramirez. Lo vogliono pure Roma, Milan e Liverpool e sono pronte a pagare l’intero ingaggio, siamo in svantaggio rispetto a loro e non vogliamo creare false speranze. Forse un modo per chiedere ai francesi di partecipare ai costi. Ma al Psg sono stufi di pagare per cedere i propri giocatori e daranno la priorità a chi verserà lo stipendio intero. Per questo la Roma è tornata in pole: Jesé è la prima scelta, l’ad Gandini aveva avviato i contatti e il ds Massara è già stato a Parigi a trattare con il club. Con cui i rapporti sono ottimi da quando i giallorossi decisero di non portare a termine il “furto” di Rabiot: Al Khelaifi ha già aperto al prestito, se Jesé si convince, l’affare può decollare all’inizio del mese . A fargli posto – a lui o alle alternative Depay e El Ghazy – sarà Iturbe. Il Torino vuole chiudere l’operazione e punta sulla convinzione che nessun altro busserà in casa Roma per chiedere l’esterno: Cairo propone un prestito con diritto di riscatto già fissato, replicando l’affare Falque. Che a gennaio dovrebbe essere riscattato dai granata per 6 milioni. Qualche altro euro potrebbe arrivare dal Sassuolo: ieri il ds romanista Massara ha incontrato Angelozzi, che ha chiesto il terzino Seck, preso a costo zero in estate dalla Lazio e destinato a uscire dalla liste per far posto a Mario Rui. Niente da fare per Pellegrini, non a gennaio almeno. La Roma lo ha ceduto un anno e mezzo fa per 1,5 milioni: eserciterà il diritto di riacquisto a 10. Ma la prossima estate. Magari, inserendo qualche giovane che il Sassuolo vuole valorizzare.

BALDISSONI E GANDINI DA PALLOTTA – Come riporta Il Tempo (Serafini), in attesa di un nuovo viaggio romano di Pallotta, toccherà alla dirigenza giallorossa volare dall’altra parte dell’oceano per un consueto punto della situazione. L’appuntamento non è ancora stato confermato, ma sull’agenda di gennaio è già stata segnata la partenza del dg Baldissoni e dell’ad Gandini, pronti a raggiungere il presidente a Miami. Nel frattempo il numero 1 americano torna a parlare delle problematiche legate allo stadio Olimpico, «È frustrante vedere ancora la presenza delle barriere, speriamo di poterle rimuovere al più presto».

LA ROMA ALLUNGA IL CORSO DEI CAPITANI. MA ORA DUBITA TOTTI- Totti e De Rossi decidono il propio destino, che fino ad ora è sempre stato legato alla maglia giallorossa. Il numero 10 un anno fa di questi tempi viveva con maggiore ansia l’avvicinarsi della scadenza contrattuale, ma adesso la situazione è quasi capovolta. Negli ultimi due mesi il campionato di Totti è tutto in 18 minuti con il Pescara, riporta La Gazzetta dello Sport, un paio di panchine e niente più: il capitano non sopporta l’idea di arrendersi e in primavera chiederà risposte chiare al suo fisico. Poi deciderà. Discorso più semplice per De Rossi che, dopo aver sfiorato l’idea di un addio ai colori della Roma, dopo l’Europeo è convinto di continuare la carriera nella capitale. Daniele ha l’autografo pronto. Non sarà al rientro dalle Maldive, sarà quando lui e la Roma riterranno giusto. Ma non passerà in fondo troppo tempo prima del brindisi, con nuovo accordo probabilmente biennale, fino al 2019.

FAZIO DA LEADER: “ABBIAMO LA MENTALITA’ PER VINCERE”- Sparsi per il mondo in ferie con le famiglie, come riporta Il Messaggero (Lengua), ma con un pensiero fisso alla forma fisica. I calciatori della Roma durante i giorni di vacanza stanno alternando il relax agli allenamenti, per arrivare pronti all’appuntamento con la ripresa del campionato. Da una parte Florenzi alle Maldive (insieme con Totti, De Rossi, Malagò e la coppia Magnini-Pellegrini), cerca di stringere i tempi di recupero dal brutto infortunio al ginocchio; dall’altra El Shaarawy a Savona su un campo vista mare si allena per non far rimpiangere Salah, premiato a Dubai come miglior calciatore arabo dell’anno: «A Roma sto benissimo. Il calcio italiano è molto diverso da quello inglese, ma devo dire che in Premier ho imparato molto». La pressione è tanta, la Juventus è a +4 (con una partita ancora da giocare) e il Napoli è pronto a sfruttare il primo passo falso dei giallorossi per tentare il sorpasso. Insomma, ad attendere i romanisti nella Capitale un carico di preoccupazioni non indifferente, anche perché alla Serie A va aggiunta la Coppa Italia e l’Europa League con il Villarreal da battere: «È una squadra forte e da rispettare, negli ultimi 5/6 anni è sempre stata in Europa e se vogliamo questa Coppa dobbiamo vincere tutte le partite», ha detto Federico Fazio a Roma Tv. Il difensore argentino (il fratello Mariano è stato tesserato dal Città di Ciampino in serie D) è stato tra le rivelazioni della prima parte di stagione, ha guadagnato la stima del tecnico sfruttando le occasioni a disposizione (22 presenze) nate dall’infortunio di Rudiger: «Antonio trasmette energia, avevamo bisogno che tornasse. Contro la Juventus abbiamo giocato molto bene, per alcune piccole cose non siamo riusciti a fare punti, ma non cambia niente, dobbiamo continuare così con la stessa forma. Non siamo inferiori a nessuna squadra. Lavorare sulla mentalità? Non penso, in partite importanti contro Inter, Napoli, Milan e Lazio abbiamo vinto soprattutto per la mentalità e la personalità».

MONCHI IN STAND BY- La Roma deve ancora capire quale sarà il direttore sportivo del futuro. Nonostante a Trigoria il lavoro di Massara sia stato apprezzato, Pallotta sembra intenzionato inserire nello staff di lavoro per il mercato un dirigente di alto profilo. Monchi è il nome finito in pole position, scrive Il Corriere dello Sport, ma lo spagnolo temporeggia dopo l’incontro di un mese fa a Londra con Baldini, in attesa di capire se andare alla Roma o al Psg, dove ritroverebbe Emry. In più Monchi non può impegnarsi perchè il contratto che lo lega al Siviglia scade nel 2020, non è sicuro di potersi liberare, anche se c’è una clausola di cinque milioni per interrompere il rapporto. Per questo la Roma, in attesa di una risposta dello spagnolo, nelle scorse settimane anche Giuntoli (Napoli) e Sartori (Atalanta), che però non hanno dato la disponibilità a trasferirsi.

DA SADIQ A PEROTTI UN ANNO DI GOL. DZEKO E’ IL BOMBER SALAH IL SUO VICE- Una valanga di gol, 90. Ottantasei sono di Luciano Spalletti, quattro vanno restituiti a Rudi Garcia, che nel 2016 ha giocato due partite, a Verona contro il Chievo (3-3 Sadiq, Florenzi, Iago Falque) e in casa con il Milan (1-1 Rudiger), prima di essere esonerato. Almeno nella classifica del gol segnati nell’anno solare, la Roma svetta al primo posto. Questo ci porta al solito discorso: per vincere lo scudetto devi subire meno degli altri, o comunque avere un equilibrio. La Roma, l’equilibrio, lo ha trovato negli ultimi mesi dell’anno, il resto del tempo lo ha impiegato a inseguirlo. E’ chiaro: Spalletti sta qui da nemmeno un anno quindi il lavoro è appena cominciato. La Roma nel 2016 ha segnato un gol in più del Napoli e sette più dei bianconeri. Poi c’è l’abisso, basti considerare i 35 gol più dell’Inter o i ventitrè rispetto alla quarta, il Torino, o i ventisei in più della Lazio. Sulla vena gol, insomma, c’è match con poche. La sagra è stata aperta contro il Chievo (al Bentegodi), da Sadiq, ed è stata chiusa da Perotti, nell’ultimo match sempre con il Chievo ma all’Olimpico.Dzeko si è ritrovato con l’inizio della nuova stagione, anche se nelle ultime gare ha un po’ tirato il freno, realizzando solo tre centri nelle ultime otto partite. E per il momento il bosniaco è quello che, dei novanta gol, ne ha segnati più di tutti, 18. L’altro bomber, e questo fa pensare a quanto la Roma perderà nel prossimo mese quando andrà a giocare la coppa d’Africa, è Salah con 17 reti. Urge sostituto all’altezza. Sono diciassette in tutto gli uomini andati in gol. Ben messo è anche El Shaarawy con 11 reti, poi Nainggolan con i suoi 9 gol segnati proprio da quando c’è Spalletti. Stesso dicasi per Perotti, stesso numero di reti di Radja. Gli altri: Totti 6, Florenzi 4, Pjanic 3, Ruediger 2, Strootman 2, Digne 2, Sadiq 1, Paredes 1, Iago Falque 1, Keita 1, Emerson 1, Manolas 1 e un autogol. Novanta, appunto.

 

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