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Pubblicato il dicembre 30th, 2016 | da Redazione

Stadio, Pallotta fiducioso. Un anno di Totti. Gomez, l’Atalanta chiede 15 milioni

IL REBUS STADIO, PALLOTTA FIDUCIOSO: “A MARZO IL VIA”- Tornano ad accendersi i riflettori sulla questione stadio. L’interruttore lo alzano Pallotta e Gandini. Il presidente, dagli Usa,  riporta La Repubblica (Ferrazza) resta ottimista. «Ci sono stati dei ritardi, anche per quanto sta succedendo a Roma, ma siamo fiduciosi che a marzo otterremo l’approvazione. Ho visto dei commenti che dicevano “Pallotta è scomparso”. Ma non sono stato molto nella capitale proprio per incontrare architetti, professionisti del settore edile e finanziario». Sul versante mercato, la società ha come priorità la ricerca di un attaccante, che prenda il posto di Iturbe – ormai destinato al Torino – e non faccia rimpiangere l’assenza per il periodo della coppa d’Africa di Salah. La Roma sembra avere le idee chiare, per nulla scossa dallo “scippo” di Rincon da parte della Juve. Su una punta sono concentrati gli sforzi dell’attuale diesse, Massara, aiutato nei rapporti da Gandini e Baldini. E il nome che resta d’attualità è quello dello spagnolo Jesè – attaccante classe ’93 sempre più ai margini del Psg – indicato come una delle piste più calde. Jesè è stato acquistato dal club francese per 25milioni dal Real Madrid, la scorsa estate, e non sta rendendo per quelle che erano le aspettative. Lo stipendio del ragazzo è alto – percepisce più di tre milioni – ma i giallorossi, prendendolo adesso in prestito, dovrebbero pagargli metà stipendio. La Roma è in contatto con il manager del ragazzo Jorge Mendes, per una trattativa piuttosto complicata, visto che il club olandese chiede più di dieci milioni.

UN ANNO DI TOTTI- Caro Francesco, siamo agli sgoccioli del 2016 e chissà se di questi tempi, l’anno prossimo, saremo ancora qui ad approvare l’ennesimo bilancio, fatto di passioni e pezzi di arte. Dipenderà da come si sente, dai suoi muscoli, dalla testa: ora va dicendo che lascerà, ma vai a capire quanto ci sia di vero o no. Totti è un burlone, scrive Il Messaggero (Angeloni), prende in giro anche se stesso. Ma forse questa volta non scherza: a Primavera tutto sarà più chiaro e se dovesse ripensarci dovrà trovare la sponda della società, che ufficialmente apre le porte ma poi non si sa come potrà reagire alla richiesta di un altro anno di contratto. Ma forse non sarà così. Certo, questi dodici mesi sono stati unici, un’annata indimenticabile sotto tanti aspetti: troppe cose non sono andate e forse a Totti non era mai successo di vivere questi alti e bassi. L’emozione di aver vissuto un’esclusione, un provvedimento disciplinare alla Cassano: via da Trigoria, in punizione. Quella mattina di Roma-Palermo, 21 febbraio, resta comunque un’eccezione. Un’intervista denuncia pagata con il rosso diretto, questo è stato. Sì, anche questo è capitato. Quel vecchietto pesa come un macigno; quel vecchietto vuole continuare a giocare. Totti non riesce a fare a meno del pallone, della Roma, nessuno può farci nulla. Bisogna fare qualcosa di eccezionale per convincere i tanti, Pallotta in primis, a farsi portare quel foglio da firmare, poi Spalletti doveva essere convinto a mandarlo in campo.  Si eccezionale per chi Totti non è. Per lui l’eccezionale è la normalità. E normale diventa quella notte di grande emozioni, quando Francesco ribalta il Torino con una spaccata bella e leggera. Pulita come la lacrima di quel ragazzo in Sud che ha pianto per tutti. Normalità, perché quello è Totti, che segna e risegna in nemmeno tre minuti. La Roma vince e corre verso la rimonta, lui vede materializzarsi il contratto. Il Palermo è dimenticato da un pezzo, anche se nel frattempo c’è stata anche Bergamo e quella furibonda litigata con Spalletti. Immaginiamo le urla. Totti fa ancora gol, ma quel giorno rappresenta il capo di un gruppo che non aveva dimostrato attaccamento: Francesco aveva trascinato qualche ragazzo a una serata poco professionale, questo fece arrabbiare Spalletti. Al di là del suo gol salva Roma, i rapporti restano tesi. Il giorno e la notte, la luna e il sole. Opposti che convivono e si sopportano. Il contratto non arriva e Francesco continua a sciorinare colpi di normalità, assist (Bologna), reti (anche Genova), giocate sublimi (Napoli), Roma-Chievo doveva essere il suo addio, con l’Olimpico insolitamente pieno. Perché Totti è come l’amore, move il sole e le altre stelle. L’amore quest’anno ha mosso la moglie Ilary a rilasciare un’intervista di fuoco contro Spalletti, definito dalla first lady “un piccolo uomo”. Apriti cielo, quelle parole non gli hanno certo fatto un favore, qualche linea di tensione l’hanno creata, o quantomeno non hanno ammorbidito il dialogo con il tecnico. La stagione si apre come l’inizio dell’anno: amarezza e qualche soddisfazione (vedi Roma-Sampdoria, arriva lui dopo il diluvio e si riaccendono le luci del sole), portando a casa qualche colpo decisivo per la classifica. Il compleanno, 40 anni, verrà ricordato anche come una festa per la pace con Spalletti: una pace regolata dal buon senso più che dal cuore. Due personalità forti difficilmente si amano, si rispettano forse o quantomeno cercano di farlo pe ril bene comune.

SZCZESNY ESCE? “LA ROMA CRESCERA’. SE ANDRO’ VIA, LO FARO’ CON IL SORRISO”- Il feeling tra la Roma e Wojciech Szczesny è molto alto, riporta La Gazzetta dello Sport, così come la stima di Luciano Spalletti nei confronti del portiere polacco. Ieri l’estremo difensore giallorosso ha rilasciato un’ intervista a Roma Tv: «la squadra ha un ottimo potenziale e possiamo guardare al futuro con fiducia. C’è un’ottima base su cui costruire e il prossimo anno sarà ancora migliore». Sul ritorno del tecnico toscano: «Spalletti ha portato subito disciplina nella squadra. Rudi era più un amico, una figura paterna con i giocatori. Spalletti è molto duro, pretende disciplina, tutto deve essere fatto come dice lui e riesce a ottenere i risultati. È arrivato in un momento molto difficile, quando non riuscivamo a vincere. Ha cambiato radicalmente le cose e credo sia un bravissimo allenatore». Sul derby: «Vincendoli tutti e due abbiamo dimostrato qual è la squadra più forte della città». In conclusione la Juve: «Abbiamo giocato bene ma siamo tornati a casa con zero punti. Questa è stata la cosa peggiore perché siamo una grande squadra e dobbiamo andare in quegli stadi per cercare di fare sempre risultato».

ROMA ALL’ATTACCO, JESE’ PIU’ VICINO- Riuscire ad attaccare al momento giusto continua a rimanere l’unica arma a disposizione del club giallorosso e di Massara, intenzionato ad accelerare i tempi per arrivare a Jesé, il nome in cima alla lista dei preferiti e senza dubbio anche il più complicato tra le trattative finora avanzate. Il diesse giallorosso spera di poter battere sul tempo la concorrenza europea di Milan e Liverpool, avvicinandosi ulteriormente alla richiesta di ingaggio dell’esterno spagnolo, legato con i parigini da un contratto quinquennale (firmato la scorsa estate) superiore ai 3 milioni netti a stagione. Il Psg ha già aperto le porte alla possibilità di cedere il ragazzo con la formula del prestito oneroso, ma preferirebbe inserire una cifra superiore ai 20 milioni per l’eventuale diritto di riscatto esercitabile al termine della stagione. Le parti sono pronte a incontrarsi, riferisce Il Tempo (Serafini), nuovamente agli inizi di gennaio (non è escluso un nuovo viaggio all’estero di Massara) Non convince fino in fondo El Ghazi, considerato un giocatore meno pronto per inserirsi sin da subito nel meccanismo tattico di Spalletti, così come Musonda, il giovane esterno del Chelsea (intenzionato a concludere in anticipo l’avventura in prestito al Betis Siviglia) tenuto sotto osservazione da almeno un anno e mezzo. Poi se occasione si presenterà, allora si penserà anche a un centrocampista.  Le indecisioni del tecnico svanirebbero soltanto di fronte all’arrivo di un giocatore di primo livello, difficilmente però avvicinabile nella sessione di gennaio con l’impedimento di risorse economiche limitate. Uno dei motivi che ha ritardato anche la definizione dell’affare Rincon, tenuto in sospeso per troppo tempo prima dell’inserimento decisivo della Juventus. Al momento quindi tutti i riflettori rimarranno puntati sul nome che nella rosa prenderà il posto di Iturbe, in attesa soltanto di capire la prossima destinazione. Il presidente del Torino Cairo spinge per accelerare l’operazione, evitando così il rischio di un nuovo inserimento esterno da parte di Genoa e Lione. Nei discorsi avanzati coni granata, rimane però in ballo la posizione di Iago Falque: la Roma preferirebbe evitare la competizione nel ruolo tra i due giocatori, entrambi ancora di proprietà dei giallorossi.

MERCATO ROMA, SPALLETTI HA SCELTO GOMEZ MA L’ATALANTA SPARA ALTO- La priorità nel mercato di gennaio della Roma è quella di trovare un vice-Salah. Chiusa la pista che porta a Gregoire Defrel, il d.s. Frederic Massara continua a monitorare Anwar El Ghazi, Jesé Rodriguez, Charly Musonda e «Papu» Gomez. Proprio l’atalantino sarebbe, per caratteristiche, riferisce Il Corriere della Sera, il preferito di Luciano Spalletti: conosce già il campionato italiano, può giocare su entrambe le fasce e non avrebbe nessuna difficoltà ad accomodarsi in panchina dopo il rientro di Salah. Il club bergamasco chiede però 15 milioni di euro. Per questo a Trigoria si punta forte su El Ghazi, che vorrebbe andare via dall’Ajax. A Dubai, nei giorni scorsi, l’a.d. romanista Gandini ha incrociato il procuratore del calciatore, che gli ha ribadito la voglia dell’attaccante olandese di cambiare aria. La Roma vorrebbe intavolare una trattativa sulla base del prestito oneroso con diritto di riscatto (totale circa 15 milioni), l’Ajax preferirebbe l’obbligo.

 

 

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