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Pubblicato il dicembre 31st, 2016 | da Redazione

La Raggi positiva sullo stadio. 2016 nel segno di Totti e Nainggolan. Si tratta Jesé

LA RAGGI SPINGE PER LO STADIO- “Al lavoro su un progetto importante per la città”, firmato Virginia Raggi. Con buona pace di chi l’aveva definito un progetto “Inutile”, come l’assessore grillino all’Urbanistica, Paolo Berdini. E’ il tweet del sindaco di Roma, postato al termine dell’incontro di ieri con  scrive Il Tempo (Magliaro), Mauro Baldissoni, direttore generale del club giallorosso, e con il costruttore Luca parnasi, organizzato per parlare del progetto dello Stadio di Tor di Valle. Un tweet con il quale la Raggi esce dal silenzio tombale in cui era precipitata dopo l’incontro in Campidolgio con il presidente giallorosso, James Pallotta del 14 settembre scorso. Da quel giorni, sullo stadio avevano parlato un po’ tutti, Berdini in primis, ma della Raggi si erano perse le tracce. La parabola del sindaco, già il 2 dicembre scorso, avrebbe dovuto incrociare quella di Baldissoni e Parnasi ma l’incontro saltò causa impegno della prima cittadina romana con Grillo e la Appendino a Torino. Poi arrivarono in sequenza: le dimissioni di Paola Muraro da assessore all’Ambiente, i’arresto di Raffaele Marra, il flop del concerto di Capodanno, il bilancio bocciato dai revisori dell’Oref e, infine, l’ordinanza sui fuochi d’artificio cassata dal Tar. Ripartendo da dove era stato lasciato: il sindaco ha, di fatto, commissariato Berdini, bypassandolo e rivolgendosi direttamente al capo dipartimento Urbanistica Annamaria Graziano per risolvere il nodo legato alla variante urbanistica. Ma Berdini continua a ribadire la sua contrarietà tutta ideologica al progetto. Al termine dell’incontro, al quale hanno partecipato anche il nuovo vicesindaco Luca Bergamo, l’assessore allo Sport Daniele Frongia, in staffetta con l’assessore Berdini, il presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito e il capogruppo 5Stelle Paolo Ferrara. Per Frongia “c’è un interesse comune e a gennaio si faranno dei passi avanti”. Per Ferrara “ottimo incontro” e per Baldissoni “riunione positiva, si lavora insieme”. Il 12 gennaio la Conferenza dei Servizi dovrebbe tornare a riunirsi in sessione plenaria e da quel momento rimarranno solamente 25 giorni prima di giungere al 6 febbraio, ultimo dei 90 giorni previsti per la Conferenza stessa, che si deve chiudere definitivamente il 5 marzo con la scrittura dei verbali.

BALDISSONI: “IL RINNOVO DI SPALLETTI? ASPETTIAMO”-  Un argomento dopo l’altro, c’è tempo e modo di toccare tutti i punti salienti di questo 2016 giallorosso. II compito è affidato al dg Mauro Baldissoni, diviso tra l’ultimo impegno dell’anno in Campidoglio al cospetto del sindaco Raggi e i buoni propositi in vista della ripresa della stagione. Liquidando con un semplice «è stato un colloquio positivo» l’appuntamento con le istituzioni legato alla realizzazione del nuovo stadio, il dg affronta le tematiche future più scottanti in un intervista a Roma Tv registrata qualche giorno fa. L’attenzione momentanea del tifosi è puntata ovviamente al mercato, il prima obiettivo segnalo con il pennarello rosso sull’agenda di Trigoria, riferisce Il Tempo (Serafini): «Qualcosa faremo, ma dobbiamo valutare vari aspetti, tra cui la gestione dell’intero gruppo senza fermarci alle qualità del singolo giocatore. Ricordiamoci che la Roma ha un organico molto ampio, è una squadra già competitiva cosi com’e». Merito anche di Walter Sabatini, su cui Baldissoni dedica un discorso a parte, motivando le scelte che lo hanno convinto a dire addio alla Roma: «Quando non si hanno più vedute in comune sugli aspetti decisionali relativi alla squadra a tempo di cambiare. Non c’e niente di sbagliato o di strano in questo. Sono cose the succedono. La promozione di Ricky Massara, che aveva già lavorato con Sabatini in precedenza, è una garanzia di continuità». Come i discorsi futuri da affrontare sul futuro ancora incerto di Luciano Spalletti: «Il mister ha detto che del contralto se ne parlerà più avanti – prosegue il diggì – e questa è una posizione che condividiamo. Senza dubbio sapremo con qualche mese di anticipo se ci sono le condizioni giuste per continuare, noi ci auguriamo che ci siano».

I GOL DI TOTTI ICONE DEL 2016, RADJA SIMBOLO DELLA RINASCITA – L’icona del 2016 romanista non è un gol, forse nemmeno un calciatore. È un tifoso che singhiozza in lacrime in tribuna all’Olimpico alle 22.29 del 20 aprile scorso. Totti ha appena realizzato il rigore che vale la sua doppietta e la vittoria sul Torino, regalando alla Roma tre punti decisivi per la Champions. Pensare che l’anno bisesto sembrava funesto davvero, dopo l’esonero di Garcia a metà gennaio. Ma i volti nuovi di inizio 2016 – Spalletti, Perotti e El Shaarawy – hanno trasformato la Roma. Che da gennaio a dicembre è cambiata tanto: via l’ad Zanzi per far porto al più efficace Gandini. Via soprattutto il ds Sabatini, volto della rivoluzione dei primi 5 anni americani. Chi non se ne è andato, nonostante le generosissime proposte del Chelsea è Radja Nainggolan. Il simbolo del 2016 romanista, scrive La Repubblica (Pinci), capace di lasciare regolarmente il segno quando non si può sbagliare: ha affondato Inter e Napoli nella seconda parte dello scorso campionato. Ha colpito nel derby per poi stendere il Milan nello scontro diretto per il 2° posto. Ha parlato tanto, ha fumato qualche sigaretta litigando con due ct del Belgio ma ha trascinato la Roma come nessun altro. E a gennaio tornerà a discutere un adeguamento contrattuale che non pareggerà le offerte di Abramovic ma potrebbe consentirgli di Restare dove sono felice”.

NAINGGOLAN, FUTURO A ROMA: IL MESE VERITA’- Gennaio sarà un mese decisivo per l’atteso rinnovo di contratto di Radja Nainggolan. Il centrocampista belga si aspetta di veder mantenuta la promessa che ha ricevuto dai dirigenti per l’adeguamento dell’ingaggio. La questione va avanti da sei mesi, riporta La Gazzetta dello Sport: anche Pallotta e Baldissoni, dopo le promesse Sabatini, hanno garantito a Radja che le sue richieste sarebbero state accontentate. La Roma è intenzionata a mantenere la promessa, ma non ha fretta, considerato che il suo contratto scade nel 2020. Ma ora incombe il mercato e mentre non ci sono stati aggiornamenti riguardo appuntamenti per riaprire la trattativa, almeno cinque club si sono fatti avanti per il numero 4 giallorosso. La società ha anche preso in considerazione la possibilità di sfruttare i diritti d’immagine di Nainggolan, oggi gestiti in proprio dal calciatore, per far lievitare il suo ingaggio.

ROMA, IL FUTURO IN MANO A LUCIO- Il mercato di gennaio potrebbe rappresentare la cartina di tornasole per capire il futuro prossimo della Roma. Perché nonostante le rassicurazioni che arrivano sia da Spalletti che dalla società, il prender tempo del tecnico sul rinnovo rappresenta un’anomalia. In primis, perché in carriera Lucio si è sempre legato a progetti lunghi e pluriennali. Non averlo fatto per la prima volta a 57 anni e aver rimandato i discorsi ai primi giorni di aprile, nonostante il reiterato pressing di Pallotta, gli permette di prendere tempo, valutare, guardarsi attorno e capire se ci sono le reali condizioni per andare avanti. E per farlo non serve lo sbandierato «vincere o me ne vado», troppo estremista per essere vero, scrive Il Messaggero (Carina). Quello che vuole il tecnico toscano è quindi essere messo in condizione di competere sino alla fine. Poi il traguardo lo taglia uno soltanto ma l’importante è esserci al fischio finale dell’ultima partita. Non arrivare secondo, come accaduto alla Roma negli ultimi anni, a distanze siderali dalla Juventus. E priorità sono anche alcuni adeguamenti e rinnovi contrattuali. Più che Nainggolan, che ha ormai lasciato intendere a più riprese come la scelta di vita di restare a Roma sia definitiva, De Rossi o Totti (situazioni comunque da affrontare), preoccupa lo stallo nel quale versa il rinnovo di Manolas. Senza contare che a giugno, prima della chiusura del bilancio, per mantenere la rosa attuale bisognerà sborsare 40 milioni per i riscatti obbligatori di Peres, Mario Rui, Juan Jesus, Emerson e Fazio. E se, come sembra, si vorrà riportare a casa Pellegrini dal Sassuolo, ce ne vorranno altri 10. Ma il primo a sapere che la priorità è la qualificazione diretta alla prossima Champions è lui.

MERCATO ROMA, SI TRATTA JESE’ , IDEA GAGLIARDINI- Una decina di nomi tra cui scegliere in fretta il nuovo attaccante. Un’altra lista per il centrocampista, ma in quel caso la margherita verrà sfogliata con calma. A fine gennaio o direttamente in estate. La Roma ha l’urgenza di prendere un esterno offensivo capace di coprire l’assenza momentanea di Salah e la sicura partenza di Iturbe. Il ds Massara, in filo diretto col «mentore» Sabatini, sta sfoltendo la lista di obiettivi insieme a Spalletti: ieri pomeriggio un nuovo vertice di mercato con l’allenatore. Al momento in pole c’e lo spagnolo Jesé, seguito a debita distanza da Musonda, Depay, El Ghazi, Gomez più altri 3-4 nomi. Ma l’ordine può cambiare di giorno in giorno. Dipende tutto dalle condizioni: la Roma non può svenarsi a gennaio e sta cercando la classica «occasione» in prestito, fissando magari un diritto di riscatto conveniente. Il Psg sembra aver accettato questa formula per cedere Jesé, riferisce Il Tempo (Austini), in modo da provare a salvaguardare il valore di un giocatore pagato 25 milioni la scorsa estate e finito subito in panchina. Il problema, ora, è accordarsi con lo spagnolo che si era promesso al Las Palmas, ma impossibilitata a pagargli lo stipendio intero da 3.5 milioni netti all’anno. Sistemato l’attacco, si penserà a prendere un mediano. E’ stato offerto il francese Sanson del Montpellier, classe ’94. Un profilo apprezzato, non quanto quello di Gagliardini, ora al centro di un’asta serratissima. Costa 20 milioni bonus compresi, la Juve ha allentato un po’ la presa, ora è duello Milan-Inter. La Roma sta alla finestra ed e pronta a inserirsi: avrebbe più chance di farlo rinviando l’affare in estate. Per adesso i fondi vanno ricavati dalla cessione anticipata di lago Falque: il Torino lo può riscattare a gennaio con un piccolo sconto (6 milioni) e in più otterrebbe il prestito di Iturbe. Con buona pace di tutti.

CAIRO: “ITURBE MI PIACE PER SKORUPSK VEDREMO DOPO GIUGNO”- “Interverremo sul mercato solo per migliorarci. Iturbe? Altroché se mi piace ma il mercato di gennaio non è banale, l’ho appreso con l’esperienza”. Urbano Cairo, presidente del Torino, ha parlato anche di mercato in una lunga intervista rilasciata al quotidiano torinese La Stampa. Oltre ad Iturbe, Cairo ha parlato anche di Lukasz Skorupski, portiere di proprietà della Roma di recente entrato nel mirino nel club granata. “Hart sta benissimo a Torino, ce lo stiamo coccolando ma non è nostro. E poi il suo ingaggio non è minimamente accessibile per me e dovrei adeguare anche gli altri – prosegue Cairo – . Skorupski? Fino a giugno andiamo avanti così, poi vedremo”.

DA PERES A JUAN JESUS, IL FLOP DEI BRASILIANI – 52 milioni di buoni motivi per sperare che il 2017 sia un anno migliore per quattro dei cinque brasiliani in rosa. Sono i milioni spesi dalla Roma nell’anno che sta per chiudersi per acquistare Gerson (19 comprese le commissioni), Bruno Peres (15 tra prestito, riscatto e bonus), Juan Jesus (10, da pagare se la Roma arriverà entro la diciassettesima posizione) ed Alisson (8). Un elenco di cui non fa parte Emerson Palmieri, scrive Il Corriere della Sera, pagato 2 dal Santos e che in rapporto qualità-prezzo alla fine può risultate uno degli acquisti più azzeccati degli ultimi anni. Gli altri brasiliani finora hanno tutti deluso. Riguardo Gerson, i 401 minuti giocati in stagione danno l’esatta dimensione della poca considerazione di Spalletti. La società ha ribadito che non partirà a gennaio ma intanto cerca centrocampisti. Non è andata meglio ad Alisson: bloccato lo scorso inverno con la promessa di un posto da titolare, si è ritrovato a fare la riserva di Szczesny e il portiere di coppa. Anche Juan Jesus, nelle intenzioni della dirigenza, doveva essere un titolare o al massimo il primo cambio: in campo nel doppio preliminare di Champions col Porto, poi è stato scavalcato da tutti gli altri difensori. Nelle ultime 6 partite di campionato si è visto per 1’, nel derby. Ha giocato tanto, invece, Bruno Peres ma il suo rendimento non è stato all’altezza.

 

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