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Pubblicato il gennaio 8th, 2017 | da Redazione

Feghouli, l’accordo c’è. Spalletti: “Via le barriere, tifosi allo stadio”. Manolas e Totti disponibili

RAGGIUNTO L’ACCORDO PER CON FEGHOULI, VA TROVATO QUELLO CON IL WEST HAM- Anno nuovo, vita nuova? Non sul mercato. Se in estate dopo l’arrivo di Juan Jesus, Spalletti fu molto chiaro («Un giocatore di qualità nell’ambito di quelli che ci possiamo permettere») ora la musica non è cambiata: «Il rafforzare la squadra vuol dire andare a comprare un giocatore che tu vuoi. Pavoletti e Rincon sono due rinforzi, sono giocatori mirati, scelti. Il venezuelano piaceva anche a noi ma non siamo in condizione di dire ‘prendiamo questo o quello’». E ancora: «Per quello che mi riguarda il mercato potrebbe anche non esserci. Per migliorare questo gruppo infatti bisognerebbe prendere dei giocatori investendo delle somme che al momento non possiamo permetterci. Feghouli? È vero, le attenzioni sono su di lui. Adesso è la pista più concreta ma è per rimpiazzare un giocatore. In alcuni reparti non siamo tantissimi ma i calciatori debbono giocare sulle loro forze e sul loro numero. Siamo già forti». Pur senza voler concedere alibi alla squadra, scrive Il Messaggero (Carina), Spalletti conferma il quadro che era già chiaro ad inizio mercato: 1) La Roma a gennaio non effettuerà investimenti, muovendosi soltanto con la formula del prestito 2) Chi arriverà, lo farà per integrare la rosa a livello numerico. I rinforzi volti a migliorare qualitativamente la rosa possono attendere. Capitolo Feghouli: c’è l’accordo con il calciatore. Ora si aspetta il sì del West Ham. Le altre piste, come ha confermato Lucio, si sono raffreddate: Deulofeu è stato bloccato dall’Everton, Jesè continua ad aspettare il Las Palmas e Musonda è considerato da sempre la carta di riserva qualora scemassero le prime opzioni. In mediana, dopo le parole stonate del presidente del MontpellierSanson non si muoverà per meno di 10-15 milioni e sicuramente non andrà alla Roma. Si trasferirà solo in un grande club e quello giallorosso non rientra in questa lista»), si aspetta l’occasione giusta.

LA GRINTA DI SPALLETTI: “ROMA ORA VINCI”- Il nuovo anno della Roma comincia a Genova, dove il calciomercato imperversa e gli addii di Pavoletti e Rincon fanno discutere. Partiti uno in direzione Napoli, l’altro verso la Torino bianconera, sono i primi rinforzi delle avversari e dirette dei giallorossi, che dovranno rimboccarsi le maniche sia in campo sia sul mercato per restare nel vivo delle ambizioni di inizio stagione. «Noi – si difende Spalletti nella prima conferenza del 2017 a Trigoria – siamo forti e qui tutti si aspettano di vincere: la società, i giocatori, i dirigenti, e io per primo. Bisogna farlo vedere, punto. Juventus e Napoli si sono rinforzate con un giocatore in più, Rincon piaceva anche a noi… Per migliorarci in qualità dovremmo investire somme che ora non possiamo permetterci, ma stiamo vigili e Massara sta valutando quello che il mercato offre per sostituire Salah e Iturbe». Il «miglior acquisto» che il toscano farebbe non necessita di un dispendio di soldi, eppure appare di difficilissima realizzazione: «Vorrei che togliessero le barriere e facessero tornare i tifosi allo stadio. Gli allenatori e i giocatori bravi si sostituiscono, la stessa cosa non si può fare con la passione del nostro pubblico. Con la Sud piena, le partite della Roma le venderebbero da tutte le parti: quelli di Sky dovrebbero pagare il biglietto a chi va in curva». In trasferta il male è minore, lontano dall’Olimpico i tifosi non fanno mai mancare il loro sostegno. A Marassi, dove la Roma ha vinto 8 degli ultimi 9 incontri, saranno in 1.500 nel settore ospiti. Con un successo i giallorossi andrebbero a -1 dalla vetta, aspettando la risposta dei bianconeri (che hanno però una partita da recuperare) in serata allo Stadium con il Bologna. «Qui c’è tutto per vincere», ha giurato Spalletti qualche giorno fa, ma a Torino c’è l’abitudine a farlo e non è che gli dispiacerebbe allenare un club così: «In futuro mi siederei sulla panchina della Juve, così come su quella di Milan, Fiorentina o Inter. E’ il mio lavoro, sono un professionista e andrei da tutte le parti». Nel futuro prossimo di Spalletti, però, c’è ancora la Roma e la firma sul rinnovo è attesa a marzo, riferisce Il Tempo (Menghi), risultati permettendo: «Dipendiamo da quelli. Se non vinco è giusto che io venga sostituito». Poi continua: «Non ho da chiedere niente nemmeno ora, la squadra ha consolidato la sua forza. Ma per continuare a meritare questa società si deve vincere, dobbiamo dare il massimo per raggiungere il massimo obiettivo».

MANOLAS PRONTO A GIOCARE, TOTTI C’E’- Il Genoa per Spalletti è solo la squadra di Juric che ha «dato seguito alla mentalità di stare in campo di Gasperini». Ecco che c’è da studiare come sistemarsi davanti al 3-4-2-1 del collega. Il modulo di gioco, dunque, viene prima della scelta degli interpreti. Che potrebbero poi essere pure gli stessi. La tentazione di mettersi a specchio non è mai tramontata durante gli addestramenti a Trigoria degli ultimi giorni, ricordando che con il 3-4-3 la Roma ha chiuso l’anno, battendo all’Olimpico il Chievo. Ma a Marassi mancherà Salah, riferisce Il Messaggero (Trani) e quindi il tridente non sarebbe più pesante perché avrebbe in partenza Perotti, assente contro la formazione di Maran il 22 dicembre. Il 4-2-3-1 resta il sistema di gioco preferito di Spalletti. Che lo usò pure a Bergamo proprio contro l’Atalanta e il 3-4-2-1 di Gasperini. Qui può riproporlo sia con Peres alto a destra, come è successo contro la Lazio e il Milan, sia con Perotti su quella corsia ed El Shaarawy a sinistra. La prima opzione è la più gettonata, anche per avere più copertura sui lati, lasciando a Nainggolan il lavoro, non solo sporco, alle spalle di Dzeko. Il ballottaggio, insomma, chiama in causa Peres ed El Shaarawy, con il secondo da utilizzare in corsa, anche considerando che in attacco la scelta è limitata, nonostante il recupero in extremis di Totti e la presenza, tra i 21 convocati, del giovane centravanti Tumminello. Il passaggio al 3-4-3 sarebbe, però, semplice (con Nainggolan e Perotti più vicino al 3-4-2-1). Non c’è da vergognarsi ad adeguarsi all’avversario di giornata, lo ha appena fatto Pochettino contro Conte, il 4 gennaio, e il suo Tottenham ha battuto il Chelsea. In difesa può tornare Manolas, anche se non è al top. Pronto, comunque, Juan Jesus che in campionato non è titolare dal 6 novembre contro il Bologna.

ROMA E IL TRIPLO NAINGGOLAN, TRA GOL, TATUAGGI E UN SOGNO- Tre anni fa, di questi tempi Radja Nainggolan cambiava vita, da Cagliari a Roma: il 7 gennaio 2014, riporta La Gazzetta dello Sport, arrivava l’ufficialità del trasferimento, l’8 la prima convocazione con Rudi Garcia, il 9 l’esordio in campo in Coppa Italia contro la Sampdoria. Tre anni dopo il bilancio parla di 133 presenze complessive con la maglia della Roma. Nainggolan grazie alla Roma ha conquistato la nazionale belga, non ce l’ha fatta a partecipare al Mondiale ma all’Europeo è stato il migliore della sua selezione. Il belga ha attirato su di lui le attenzioni dei top club europei, ma lui ha preferito restare a Roma, aspettando l’aumento di ingaggio che la società gli ha promesso. Oggi intanto mette un altro tassello importante nella sua storia in Italia: il Genoa diventerà, con Fiorentina e Napoli, la squadra che ha affrontato più volte, 14.

MERCATO ROMA, PRESEGUO I CONTATTI PER BADELJ- La Roma è alla ricerca anche di uncentrocampista. Come riporta il quotidiano La Nazione, i giallorossi stanno monitorando Milan Badelj della Fiorentina, che interessa anche alle milanesi. I giallorossi però starebbero pensando di inserire nella trattativa Leandro Paredes, che verrebbe offerto ai viola come pedina di scambio.

STADIO DELLA ROMA, PACE (M5S): “BISOGNA TROVARE UN COMPROMESSO”- Paolo Pace, presidente dell’VIII municipio, in una lunga intevista riasciata al quotidiano Il Messaggero, ha parlato del progetto de nuovo Stadio della Roma. Queste le sue parole: «Per lo stadio della Roma siamo ancora in una fase preliminare ma è chiaro che se l’assessore all’urbanistica (Paolo Berdini ndr) dice sì allo stadio ma non agli ecomostri che non piacciono neanche a me, chi deve realizzare il progetto potrebbe a sua volta dire: “Senza grattacieli, non ti finanzio la metropolitana”. Bisogna trovare un compromesso». Ho capito bene? Un compromesso con i costruttori da un presidente grillino? «La vita è fatta di compromessi. Mi accusano di essere a libro paga dei costruttori ma bisogna usare il buon senso e la ragione». L’assessore Berdini non è un uomo di buon senso? «Ci spiegasse pragmaticamente come è possibile fare lo stadio senza gli ecomostri. Berdini voleva bloccare gli ex mercati generali ma non ha saputo rispondermi in che modo quel progetto, a suo dire, è distorto».

PRIMAVERA, TUMMINELLO STENDE L’INTER E REGALA MEZZA FINALE AI GIALLOROSSI- Tante occasioni ma un solo gol. La Roma Primavera si impone di misura (1-0) contro l’Inter nella semifinale di andata della Coppa Italia di categoria giocata ieri al Tre Fontane. A decidere il match ci ha pensato il solito Tumminello al 37′, con una rete nata da una splendida sgroppata di Marchizza. Risultato che va stretto ai giallorossi vista la mole di occasioni costruite, scrive Il Tempo (Schito) – anche un gol annullato a Soleri per una posizione irregolare – specialmente nel primo tempo dominato dai giallorossi. Determinante la prestazione di Di Gregorio: miracoloso in un paio di interventi il portiere nerazzurro. Si deciderà il 25 gennaio, in casa dei ragazzi di Stefano Vecchi, chi meriterà il posto in finale.

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