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Pubblicato il gennaio 10th, 2017 | da Redazione

Stadio, taglio alle cubature. Szczesny, la Roma prova a tenerlo. Si tratta lo sconto per Feghouli

STADIO DELLA ROMA. DIKTAT A 5 STELLE: -20% DI CUBATURE Finalmente la Giunta Raggi avrebbe raggiunto una posizione unitaria sul dossier Stadio della Roma di Tor di Valle. Questa mattina, alle 10, i proponenti (il dg giallorosso, Mauro Baldissoni, e il costruttore Luca Parnasi) dovrebbero salire nuovamente le scale del Campidoglio per incontrare i vertici pentastellati del Comune, scrive Il Tempo (Magliaro), il sindaco Raggi, il vicesindaco Bergamo, gli assessori Frongia, Berdini, Meleo. Le voci di corridoio raccontano che le richieste del Campidoglio ai proponenti si sostanzierebbero in un taglio del 20 per cento delle cubature. Secondo questa indiscrezione, non confermata dai comunicatori della Raggi, verrebbe fatto «saltare» il finanziamento per il trasporto pubblico locale (50,65 milioni di euro): né metro B né soldi per la Roma-Lido. Insieme al taglio dei soldi per la metro, i proponenti dovrebbero aggiungere una sorta di «tesoretto», fra i 7 e i 10 milioni di euro, che, in Conferenza di Servizi, il Campidoglio dovrebbe indicare come e dove impiegare. Tre ipotesi per la riduzione delle cubature: via due torri, e ne rimarrebbe una sola ma più grande; oppure taglio di una torre; o, in ultimo, una diminuzione proporzionale di tutte e tre. In quest’ultimo caso le tre torri scenderebbero da 166 a 132 metri; da 199 a 159; e da 231, la più alta, a 184 metri di altezza, perdendo rispettivamente 7,8 e 10 piani. Dal lato proponenti, dopo settimane di dichiarazioni altalenanti, si aspetta che queste indiscrezioni si trasformino in una proposta formale scritta. Rimarrebbe da risolvere il problema del pubblico interesse: il taglio della metro elimina uno dei punti cardine della delibera Marino.

ROMA RINATA CON SPALLETTI- Basterebbe chiedere a Spalletti, il fattore che con maggiore rilevanza ha inciso sulla rinascita romanista dopo l’ultima traballante stagione del corso Garcia. Attraversato il giro di boa del campionato, come riporta Il Tempo (Serafini), il tecnico toscano chiude la prima mandata collezionando 41 punti in 19 partite, il terzo miglior girone di andata della storia della Roma da quando è stato introdotto il campionato a 20 squadre. Stessa soglia raggiunta nel 2014/15 proprio dall’allenatore francese, che comunque al momento detiene il primo posto in classifica con il record di 44 punti raggiunto nella stagione 2013/14. Soltanto in altre due occasioni la Roma è riuscita a fare meglio, ma ironia del destino, sempre con Spalletti (nella prima avventura sulla panchina giallorossa): durante le stagioni 2006/07 e 2007/08, si toccò quota 42 punti (Capello ci riuscì nel 2003/04 nel campionato a 18 squadre) lanciando la squadra, in entrambe le occasioni, al secondo posto in classifica alle spalle dell’Inter. I dati attuali però risultano addirittura superiori se viene preso in considerazione anche il girone di ritorno dello scorso anno disputato dopo l’esonero di Garcia: sommando le gare in campionato, la Roma del secondo Spalletti ha collezionato 87 punti totali, frutto di 27 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte. La media peggiora invece se nei calcoli vengono aggiuntele gare disputate nelle coppe europee, in cui non può passare inosservata la doppia sconfitta subita dal Real Madrid negli ottavi di Champions. Non è andata meglio quest’anno nei preliminari con il Porto (un pareggio e un ko), mentre la tendenza riacquista vigore grazie ai risultati conseguiti nel girone di Europa League (3 vittorie e 3 pareggi). Un bilancio complessivo da 30 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte. L’effetto Spalletti ha registrato una crescita del rendimento dello spogliatoio. Dalla continuità di Szczesny fino al rilancio di Fazio ed Emerson. Sorride Dzeko: ben 13 centri in campionato, numeri superiori rispetto alle avventure con Wolfsburg e City.

SZCZESNY, LA ROMA CI PROVA. 16 MILIONI PER NON PERDERLO-  A giugno scade il secondo anno di prestito di Szczesny dall’Arsenal e la Roma è di fronte a una missione impossibile: cercare di trattenere il portiere che regala miracoli. Wenger lo aspetta a Londra a fine stagione. Szczesny ritornò a Roma la scorsa estate con una promessa: quel posto da titolare sarebbe diventato suo, come riferisce La Gazzetta dello Sport, nel giorno del ritorno a Londra. Pronto a raccogliere l’eredità di Cech, secondo il piano del francese. Ci vorranno almeno sedici milioni per riscattarlo e la sua quotazione è lievitata nelle ultime settimana. Per la Roma non sarà facile. Anche perché ha investito altri otto milioni per Alisson, al quale sono state date garanzie per la prossima stagione. Szczesny non ha mai nascosto il suo desiderio di tornare a Londra da protagonista, ma a Roma sta benissimo e vorrebbe vincere prima di andarsene.

MERCATO ROMA, FEGHOULI ORA SI TRATTA PER LO SCONTO- Il mercato della Roma fatica a decollare. Forse perché, come ha spiegato bene Spalletti sabato, «il rafforzare la squadra vuol dire andare a comprare un giocatore che tu vuoi. Noi invece non siamo in condizione di dire prendiamo questo o quello». E se la situazione è quella raffigurata dal tecnico, non bisogna stupirsi se le trattative hanno bisogno di tempi più lunghi. Prendete ad esempio Feghouli: a Trigoria hanno trovato l’intesa con l’algerino e sono disposti a pagargli quello che resta dei due milioni di sterline che percepisce annualmente al West Ham, come scrive Il Messaggero (Carina). Il club inglese però prende tempo, deciso a non privarsi dell’esterno offensivo in prestito gratuito ma intenzionato a guadagnarci almeno 2-3 milioni. Che poi, equivarrebbe a garantirsi il riscatto a giugno della Roma visto che appare improbabile che i giallorossi vogliano spendere una somma tale, solamente per avere un calciatore a disposizione per cinque mesi. Anche perché il profilo di Feghouli, vista la duttilità dell’algerino (nasce come mezzala), potrebbe garantire di coprire sia il ruolo di vice Iturbe ma anche quello del centrocampista richiesto da Spalletti. In stand-by Halilovic. Il classe ’96 è stato offerto ma a Trigoria prendono tempo. Poi si penserà ad altro anche se il croato sembra essere perlopiù un’alternativa. È di ieri intanto l’indiscrezione proveniente dall’Inghilterra che il Manchester United sarebbe disposto a offrire 55 milioni per Manolas. Condizionale quanto mai d’obbligo. Dalla Roma fanno trapelare di non aver ricevuto nulla. Anche perché probabilmente per il difensore basterebbe anche meno. Dai 35 milioni in su la Roma si mette seduta al tavolo per trattare.

MONCHI HA DETTO SI’ A PALLOTTA- Monchi, ha deciso: andrà via dal Siviglia per diventare ds della Roma. Secondo la stampa spagnola il dirigente che ha contribuito a costruire una squadra capace di vincere 3 Europa League e, quest’anno, di tallonare il Real, dopo aver parlato di nuovo con Baldini e Pallotta, avrebbe comunicato ieri la sua scelta al presidente José Castro. La volontà è di rendere effettivo il trasferimento al termine del mercato di gennaio, al massimo poco prima di Pasqua. Come riferisce Leggo (Balzani), la Roma pagherà la clausola di 5 milioni. Intanto il ds attuale, Massara, è ancora a Londra con l’obiettivo di regalare a Spalletti il vice Salah entro domenica ma anche con la paura di perdere Manolas addirittura a gennaio come ha paventato ironicamente Totti domenica («Fatemi una foto con lui, è l’ultima prima che va via»).  Fumata grigia per Feghouli: il West Ham ha ribadito anche ieri che vuole 2 milioni per il prestito o l’obbligo di riscatto a giugno. Resta quindi in ghiaccio Musonda del Chelsea mentre si valutano N’Koudou del Tottenham e Hailovic, ex stella del Barça B che all’Amburgo non ha giocato nemmeno 1 minuto. Sfuma Ntep passato al Wolfsburg. Nel frattempo Il Genoa ha chiesto (invano) Alisson fino a giugno visto l’infortunio di Perin.

DZEKO DA RECORD. IL FARAONE INFELICE-  Così come si sta attrezzando per i miracoli Dzeko, che sembra un altro rispetto a quello di un anno fa. L’attaccante è uno dei protagonisti dei 41 punti con cui la Roma ha chiuso il girone d’andata, capace con 13 gol nella prima parte della stagione, in campionato, di battere il suo record personale di 10 (dodici mesi fa era fermo a 3). L’altra faccia della medaglia è l’insoddisfazione di El Shaarawy, riporta La Repubblica (Ferrazza), che non ha giocato titolare neanche a Genova, nonostante le assenze di Salah, Florenzi e la cessione di Iturbe. Oggi nel Cda della Roma entrerà un nuovo membro: Alba Victoria Tull, che non è il regista di centrocampo che chiede Spalletti, ma una regista-fotografa che ha lavorato anche alla Casa Bianca con Obama.

FAZIO SENZA LIMITI: “E ORA VINCIAMO SCUDETTO E COPPA”- Federico Fazio domenica è diventando il difensore più utilizzato da Spalletti in stagione e la gara con il Genoa l’ha consacrato ancora una volta come dominante (22 respinte, record stagionale in Serie A) dal punto di vista difensivo, ma anche molto utile in fase di costruzione. Con classe ed eleganza, anche se «qualche volta in campo so anche essere cattivo — dice l’argentino a Roma Radio— Dobbiamo esserlo e poi il mister insiste molto per farci essere cattivi in campo. Il Genoa in casa aveva fatto sempre molto bene, serviva saper lottare per vincere». La Roma lo ha fatto ed alla fine ha portato a casa anche una vittoria pesantissima, proprio mentre tutte le altre che aspirano ai posti d’élite facevano altrettanto. «Finora il bilancio è buono, ma possiamo fare ancora meglio — continua Fazio— Abbiamo perso per strada qualche punto importante, adesso si tratta di fare ancora qualcosa in più. Restando uniti e concentrati partita dopo partita, lo scudetto è possibile. Prima ero convinto che per vincere ci mancasse un po’ di rabbia, ma è anche vero che dobbiamo abituarci a vincere. Se ci riusciamo, poi la cosa ti entra in testa e diventa tutto normale». Crederci, insomma. Per Fazio è quasi come un mantra, scrive La Gazzetta dello Sport, tanto che lo aveva detto anche nella sua prima conferenza in giallorosso, la scorsa estate. E ora lo ripete, proprio mentre la Roma balla su tre tavoli. «Dobbiamo credere in noi stessi, solo così possiamo pensare di vincere il campionato e l’Europa League — chiude lui — Questa coppa poi è bellissima, ti può cambiare la testa e la mentalità. Guardate il Siviglia, che ne ha vinte 5 in dieci anni (di cui due con lui, ndr). Ora è abituato a vincere e non è un caso che in Spagna sia secondo dietro il Real».

PALLOTTA SBARCA A HOLLYWOOD – Come riporta questa mattina Il Messaggero (Lengua) nell’assemblea degli azionisti di oggi verrà nominata Alba Tull come nuovo componente del cda. Fotografa e regista di Los Angeles, ha lavorato con Barack e Michelle Obama. Non una scelta casuale quella di Pallotta che sta veicolando i suoi investimenti nel campo cinematografico (tra i piccoli azionisti ci sarebbe l’attore Will Smith). Alba Tull è sposata con Thomas Tull (nella foto), ad della Legendary Entertainment. Di ritorno da Genova la Roma ha sfiorato a Fiumicino l’ex Gervinho, qui in gita di piacere.

 

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