Trasformista Special. Sistema, attaccanti e ruoli: così Mou ha rifatto la Roma

Il calcio, a volte, è scienza che richiede estrema duttilità, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Gli effetti collaterali del cambio modulo Mourinho li ha sempre avuti chiari: «Molti giocatori devono adattarsi in posizioni non abituali» ma – fatta salva la prima partita contro il Venezia (l’unica sconfitta) – i risultati dal punto di vista difensivo sono stati eccellenti, visto che i giallorossi non hanno subito neppure un gol negli ultimi tre match. Per fare tutto questo però, vista l’emergenza, in effetti ha dovuto chiedere dei “sacrifici” a determinati giocatori. Quello che ha aumentato esponenzialmente il proprio carico di lavoro, rispetto alle abitudini, è senz’altro Stephan El Shaarawy. “Prima pensavo fosse un giocatore solo offensivo, poi uno splendido attaccante da mettere a partita in corso che spacca le partite, ora ho scoperto un fantastico giocatore che fa un lavoro straordinario“, ha spiegato l’allenatore. Forse adesso il Faraone può essere meno lucido sotto porta, ma la sensazione è che – in attesa di Viña e Spinazzola – il primo titolare adesso è proprio l’ex milanista.  Chi sta subendo effetti benefici dalla emergenza è anche Mkhitaryan. Spostato dall’attacco al centrocampo, l’armeno sembra essere sempre più nel vivo del gioco, toccando più spesso la palla e mettendo a disposizione tutta la sua sapienza tecnica di disposizione della manovra. E gli assist per Felix e Abraham con Genoa e Torino lo hanno dimostrato. Ma se la vocazione al sacrificio di El Shaarawy si conosceva, a stupire è stata la “nuova vita” che sta riuscendo a ritagliarsi Carles Perez come interno di centrocampo. Ancor più appariscente, infine, è la lievitazione nel rendimento di Zaniolo e Abraham. Ma se l’inglese ha “solo” beneficiato di un partner d’attacco che gli consente più libertà (non è un caso che in questo mese abbia segnato 4 gol), l’azzurro si è adattato a un ruolo di prima punta che non finora non ha mai “frequentato”. Partendo un passo dietro al centravanti inglese, Nicolò può giocare frontalmente alla porta e scatenare tutta la sua corsa negli spazi.

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