
Manchester United-Roma, da Lulli a Castro i cambi non danno la solita svolta: poca esperienza e incisività
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La Roma è crollata nel secondo tempo all’Old Trafford in casa del Manchester United: un palcoscenico che può far tremare le gambe a calciatori non abituati a giocare in certi paloscenici.
Il doppio vantaggio maturato nel primo tempo non è bastato alla squadra di Gasperini per uscire con i 3 punti da una trasferta difficile in cui i decibel, dopo il gol di Bruno Fernandes, si sono alzati fino a stordire i giallorossi.
Molti tifosi capitolini hanno criticato i cambi di Gian Piero Gasperini, a partire dalla scelta di far entrare in campo Lulli (22′) e non Molina al posto di Rensch e Pisilli (45′) togliendo Mora che stava disputando un ottimo primo tempo, come tutta la squadra. Successivamente il tecnico giallorosso ha dato spazio a Ghilardi (76′), Ndicka (76′) e Castro (78′) per far rifiatare Mancini, Hermoso e Malen.
I calciatori subentrati non sono riusciti a dare il loro apporto, a differenza di quanto è accaduto molto spesso in stagione. La poca esperienza e uno stadio che fa tremare le gambe a chi ancora non si è costruito una corazza calcistica per respingere certe pressioni hanno inciso fortemente sul loro rendimenti in campo.
Lulli (0), Ghilardi (1), Pisilli (3), Castro (8) e Ndicka (10), prima del match di ieri all’Old Trafford, avevano giocato appena 22 gare nella loro carriera nella competizione europea più blasonata. Basta pensare che il solo Tielemans, che ha fatto il suo ingresso in campo al 51°, aveva già disputato 35 gare nella coppa dalle grandi orecchie. Dettagli che possono fare la differenza quando si alza il livello delle gare.


