
Orsato il ‘rivoluzionario’: i numeri del cambiamento
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Non è stato apprezzatissimo in campo per qualche episodio rimasto nella memoria di tutti, ma da designatore ha deciso di dare una drastica svolta alla linea arbitrale vista fino allo scorso anno con Rocchi.
Daniele Orsato ha ribadito recentemente nella riunione tenutasi con i tecnici di serie A, che si manterrà questa coerenza e questa granitica condotta complessiva con tre elementi fondanti: la centralità dell’arbitro di campo rispetto al VAR; il contrasto alle perdite di tempo; una conduzione di gara che porti ad una fluidità di gioco maggiore con meni fischi possibili.
Tre principi, in parte agevolati dalle nuove regole IFAB contrarie alle perdite di tempo che hanno certamente aumentato il minutaggio effettivo delle partite, ma per un altro verso certamente frutto di una scelta metodologica che i fischietti, giovani e meno giovani, stanno cercando di applicare con buona uniformità.
Gli errori, gravi, ci sono stati come il mancato rigore a favore dell’Atalanta a Torino contro la Juve, ma Orsato ha sottolineato e ammesso subito che i suoi arbitri in quel caso hanno sbagliato, a cominciare dal mancato intervento del VAR.
Ecco, a proposito di VAR, è evidente ci sia stato un netto spartiacque con la linea degli scorsi anni che aveva tramutato l’ausilio della tecnologia in una sorta di moviola in campo.
Più centralità come detto dell’arbitro e VAR solo per casi di chiaro ed evidente errore, laddove il fischietto di gara mostra palesemente di non aver visto o aver giudicato oggettivamente male.
La linea di conduzione dei match è molto più europea. Uno standard, come spiegato da Giampaolo Calvarese ai nostri microfoni in settimana, necessario per uniformarsi ai principali campionati internazionali e alla gestione arbitrale anche delle gare europee. Troppo evidente lo stacco fino all’anno scorso tra la Serie a e altre leghe. I contatti mezzi mezzi vengono lasciati correre, i giocatori simulano molto meno, ci sono meno scenate anche perchè se si resta in terra e c’è intervento dei sanitari, si rischia di restare a bordocampo per 1 minuto lasciando i propri compagni in inferiorità numerica.
22.6 è la media dei falli concessi finora rispetto ai 26.3 dello scorso anno. Stop ai rigorini: appena 5 penalty – negli ultimi tre anni sempre in abbondante doppia cifra. Sono state finora 3 di media a partite le ammonizioni comminate, contro le quasi 4 o oltre 4 degli scorsi anni.
In termini di tempo effettivo infine il dato è quasi rivoluzionario: 59’31” minuti di media a partita, con un aumento di oltre 5 minuti di media a gara e picchi oltre i 65′ minuti di tempo effettivo in alcune sfide.
La necessità chiarissima è cercare di non eccedere al contrario. La soglia dei falli fischiati sarà tarata, chiaramente non al ribasso ma verso l’alto, perchè oggettivamente qualcosa è sfuggito, ma la tendenza a fischiare meno è apprezzata da tutti: allenatori in primis, ma anche calciatori e pubblico che sta godendo di spettacoli più decorosi rispetto a tante gare di un anno fa.


