
Soulè, il preparatore personale svela: “Per tre mesi ha giocato con gli antinfiammatori”
Infermeria
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Matias Soulè comincia a vedere la luce in fondo al tunnel della pubalgia.
Se le risposte delle prossime ore saranno ulteriormente positive, aumenterà i carichi di lavoro e l’intensità con la prospettiva di rendersi disponibile anche per uno scorcio di gara a San Siro.
Il suo preparatore personale – Guido Viggiano – ai microfoni de il Messaggero ha rivelato alcuni aspetti legati all’insorgere del problema pubalgico e al recupero successivo: “
“Ha giocato tantissime partite, l’intensità degli allenamenti di Gasperini è altissima e sono arrivati i primi dolori. Giocando così tanto era importante iniziare a lavorare sul recupero, che è fondamentale quando ci sono tante gare ravvicinate. E abbiamo pensato alla camera iperbarica, che non serve solo a curare la pubalgia. La funzione principale è far arrivare ossigeno a tutte le zone del corpo e dei tessuti”.
Il preparatore poi rivela: “Il fastidio più forte lo ha avvertito all’adduttore destro, ora sta meglio ma è rimasto fermo per 3-4 settimane. Ma non si tratta di un vero infortunio muscolare, con questo tipo di problema i tempi non sono mai certi. Dopo Napoli ha deciso di fermarsi, ma non era al 100% neanche prima. Ha preso antidolorifici per giocare per tre mesi”.


