Roma 22/23, TOP & FLOP: Smalling-Dybala-Matic gli ‘indispensabili’, Tammy e il Gallo steccano, Bove la sorpresa, Rui in calo

Roma 22/23, TOP & FLOP: Smalling-Dybala-Matic gli ‘indispensabili’, Tammy e il Gallo steccano, Bove la sorpresa, Rui in calo

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TOP & FLOP ROMA 22/23′ – (a cura di Francesco Oddo Casano) – La stagione della Roma si è chiusa con la qualificazione in Europa League e con lo sguardo dunque rivolto al sogno di Dublino, dopo l’incubo di Budapest e la sconfitta ai rigori.

La sensazione è che la formazione giallorossa, che sarà ancora guidata da Josè Mourinho, ci riproverà, sospinta anche dallo spirito di rivalsa per la cocente sconfitta contro il Siviglia. Il ‘come’ dipenderà dal mercato. Ora però è tempo di bilanci e di valutazioni anche sul singolo rendimento dei calciatori scesi in campo in questa stagione lunghissima e interrotta dalla pausa Mondiale.

PORTIERI

Rui Patricio 6-
La sera di Tirana e quel doppio miracolo chiusero un primo anno assolutamente positivo per il lusitano. Tutti immaginavano che si ripetesse e invece ha mostrato più di qualche crepa. Alcuni errori pesanti, difficoltà a trovare regolarità di rendimento nella prima parte di campionato poi una lenta, ma inesorabile risalita verso uno standard di prestazioni anche abbastanza buone. Il picco, forse, nella parata decisiva contro il Feyenoord nella gara di ritorno all’Olimpico, quasi a chiudere un immaginifico cerchio. Nella somma tra quanto dato e quanto ‘tolto’, Rui alla fine è sostanzialmente in pari. Equilibrato

Svilar NG
Ludogorets in apertura di stagione, poi le terrificanti prestazioni nella tournèe giapponese e un lungo periodo di apprendistato che aveva prodotto più di qualche dubbio sul serbo, non solo in seno alla tifoseria e agli osservatori esterni. Nel finale di stagione Mou, per dare fiato a Rui Patricio, lo ha ‘scongelato’ e riproposto in campo in tre occasioni con risultati più che accettabili. Troppo poco però per un giudizio assoluto sulle sue reali qualità. Rimandato

Foto Fraioli

DIFENSORI

Smalling 8
Si parte da lui per tornare a lui. Perchè la difesa della Roma ha un sapore con l’inglese in campo e un altro senza. Baluardo, leader, ‘respingitore’ umano di palloni, muro. Aggettivi e sostantivi per incensarne le qualità si sprecano. Chris ha guadagnato a suon di prove straordinarie un altro biennio in giallorosso. Decisivo anche in area avversaria, sostanzialmente: imprescindibile.

Mancini 7
Inizio non positivo, con qualche prestazione incolore e qualche errore gratuito che ha pesato sui risultati. Poi lo spirito e l’abnegazione alla causa lo hanno sospinto dopo il Mondiale, verso prestazioni sempre migliori. La rete dalla distanza contro la Juve e l’esultanza sotto la Sud hanno sugellato il rapporto con il pubblico, che oggi lo ritiene un assoluto beniamino. Ha ridotto sensibilmente il numero di ammonizioni gratuite, pur non perdendo il vizio a volte di cadere in eccessive proteste. Combattente

Ibanez 6
E’ la media perfetta tra alcune grandi partite da 8 e altre da film dell’orrore, dunque da 4. Il brasiliano ha mostrato segnali di grande crescita, legati soprattutto alla sua esplosività fisica. I due derby pesano come un macigno sul rendimento complessivo che in Europa invece è stato sostanzialmente perfetto, compresa la finale dove è risultato uno dei migliori in campo. Ha colpito diversi legni, compreso quello dal dischetto nella lotteria finale. Destinato a partire, non ha mai trovato la continuità mentale necessaria per il salto di qualità definitivo. Imperfetto

Kumbulla 5
Dispiace per il grave infortunio, ma la terza stagione romanista ricalca le due precedenti: tanti stop, pochi minuti in campo e la sensazione che seppur in un’età ancora relativamente giovane (classe 2000, 23 anni) fatichi a stare al passo delle richieste di Mou. Il gol con la Real Sociedad l’unica gioia di stagione, bruciata pochi giorni dopo dalla follia contro il Sassuolo che ha compromesso un’intera gara. Acerbo

Karsdorp 5,5
Prima traditore poi figliol prodigo. In mezzo altri due infortuni al ginocchio, vera croce esistenziale dell’olandese che da anni combatte con queste problematiche. Inizio di stagione shock con errori gravissimi in fase difensiva che sono costati anche punti importanti alla squadra. A Reggio Emilia, dopo diversi richiami pubblici e privati, il punto di rottura e la lite con lo Special One. In assenza di opzioni per il trasferimento, il tecnico lo ha pian piano riabilitato, comprendendo forse di aver esagerato e i risultati stavano arrivando prima del secondo stop al ginocchio. Ben voluto dal gruppo nonostante tutto. Cavallo pazzo

Celik 5,5
Altalenante, ma in crescita nel finale di stagione. Il turco ha faticato tantissimo a trovare continuità in maglia giallorossa, nonostante Mou gli abbia dato parecchia fiducia soprattutto nei primi mesi. Lo stop al collaterale lo ha frenato, forse, nel momento più importante poi la sparizione nei primi mesi del 2023 a causa di qualche prestazione negativa e la ricrescita nel finale. La miglior prova col Milan all’Olimpico. Può restare, ma non come titolare. Ondivago

Spinazzola 5
Era atteso alla stagione del rilancio dopo il prolungato periodo di rodaggio post rottura del tendine d’Achille, ma Spina – al netto dell’impegno profuso – non ha mai realmente convinto. Si ricordano 4-5 prove al suo livello, la migliore quella col Salisburgo all’Olimpico, 2 gol e 6 assist concentrati tutti nello stesso periodo, ma nel complesso sono troppe le partite nelle quali ha faticato a carburare, facendosi sorprendere in troppe occasioni in fase difensiva (Betis Siviglia, Napoli, Inter, Milan solo per citarne alcune). Se arriva un’offerta allettante può partire, per buona pace di tutti. Intermittente

Zalewski 6-
Ha giocato tanto, a sinistra ma anche a destra, forse rischiando di snaturarsi ulteriormente, poiché già impiegato in un ruolo non del tutto confacente alle sue qualità migliori, cioè quelle offensive. Grazie alla fiducia di Mou e al finale sorprendente della scorsa stagione ha strappato anche il pass per i Mondiali e la manifestazione iridata ha indubbiamente inciso sul suo rendimento. Ci si aspettava legittimante un salto di qualità che non è arrivato. Ha chiuso benino la stagione, ma i numeri complessivi (2 gol e 1 assist in 47 gare!?!) sono piuttosto lontani da quelli (minimi) richiesti come standard ad un quinto di centrocampo. Fuori asse

Llorente 6,5
Arrivato in sordina a gennaio, sembrava un Maitland-Niles 2.0 e invece si è dimostrato utilissimo alla causa. Diverse le partite da titolare, quando Ibanez ha avuto necessità di fermarsi – soprattutto dopo l’ennesima follia nel derby – e complessivamente ottime le prestazioni, per un ragazzo che ha avuto l’intelligenza e la bravura di calarsi subito nel mood emotivo del gruppo. Conosceva Mou da ragazzino al Real, lo ha ritrovato da calciatore maturo. Se ci fosse la possibilità di trattenerlo a costo zero o in prestito, sarebbe un’ottima operazione. Sicurezza

Foto Fraioli


CENTROCAMPISTI

Matic 8
Dominus assoluto del centrocampo della Roma. Non stupisce il fatto che Mourinho lo abbia richiesto e ottenuto un minuto dopo l’addio di Mkhitaryan. Dopo anni di parziale riposo allo United, è tornato a giocare ogni tre giorni e all’inizio ha faticato un pochino a trovare il ritmo partita, poi di settimana in settimana, è apparso chiaro a tutti che ci fosse una Roma con Nemanja e una senza. Presenza fisica, leadership, l’idea che in campo nelle difficoltà la palla a Matic sia sempre una palla ben spesa. Comandante

Cristante 7
Ad inizio anno la solita storiella: “Bryan è il miglior dodicesimo possibile”. Poi leggi lo score e ti accorgi che non esce mai dalla formazione titolare. Vale per Mou come per i suoi predecessori. Non è appariscente quasi mai, ma è fondamentale per tutti, in primis i compagni. Se c’è da raddoppiare, rincorrere, saltare di testa, provare ad impostare, lanciare in profondità, Bryan c’è. Se c’è da difendere un compagno in difficoltà, ti giri e Bryan c’è. Rinnovo meritato, ma ancor di più la fiducia della stragrande maggioranza del pubblico romanista. Inesauribile

Pellegrini 7-
E’ un altro dei pretoriani di Mourinho, nonostante anche in questa stagione abbia dovuto fare i conti con qualche problema fisico di troppo che ne ha limitato oltremodo rendimento e brillantezza. Rispetto ai picchi di qualità dello scorso anno, il Capitano ha faticato ad offrire continuità di giocate, ma il suo apporto – nelle more di un attacco asfittico – è risultato comunque decisivo nella somma dei numeri, dopo Dybala. Anche in questa stagione ampia doppia cifra tra gol e assist, piede fatato sui calci piazzati. Serve tanto riposo e un leggero reset anche sul piano tattico, perchè rispetto ad un anno fa, Mou gli ha chiesto maggior sacrificio in fase di non possesso e Lorenzo non si è mai tirato indietro. Leader

Bove 6,5
La grande sorpresa dell’anno è lui. Romano e romanista, qualità morali e attaccamento che gli hanno permesso di attendere con pazienza la chance per entrare finalmente nelle rotazioni dei big. Prima parte di stagione in naftalina, poi dopo il Mondiale un graduale ma inesorabile inserimento che lo ha portato a giocare da titolare due semifinali di Europa League, condite da un gol decisivo. Pronto per spiccare il volo. Cane malato

Camara 5,5 – Preso per mettere una toppa all’enorme falla dell’infortunio di Wijnaldum, il centrocampista dell’Olympiakos ha mostrato alcune buone qualità tra ottobre e novembre ma poi è totalmente sparito dai radar. La Roma e Mourinho sapevano già che non sarebbe stato riscattato e si è preferito puntare sui prodotti del settore giovanile. Nel finale è riemerso mostrando limiti tecnici evidenti.
Di passaggio

Tahirovic 6-
Quando Mou dice che a volte gioca da Bosniaco a volte da Svedese, ha completamente ragione. Il ragazzo ha talento, è cresciuto anche fisicamente e come lettura di spazi e tempi in campo, ma ha ancora tanto da imparare, soprattutto in termini di continuità e attenzione mentale durante la gara. Sarà ceduto per fare esperienza, ma una forma di controllo sul suo cartellino andrebbe mantenuta. Doppia anima

Wijnaldum 5
Molto è girato intorno all’olandese. L’esaltazione cittadina per il suo arrivo, il grave infortunio dopo 10 giorni dallo sbarco nella capitale, la lunga, lunghissima rincorsa verso il pieno recupero. Tornato in campo, a parte rari lampi, è apparso per lo più spaesato e decisamente distante dalla vis pugnandi del gruppo. In finale la prova forse più opaca, nella serata più importante della stagione e non solo. Tornerà a Parigi per buona pace di tutti, ma quanti rimpianti. Distante

Foto Fraioli

ATTACCANTI

Dybala 8,5
Magie, tiri a giro, gol decisivi, ma anche due maledetti infortuni che ne hanno ancora una volta condizionato il rendimento. E’ il pacchetto completo della Joya, valore assoluto e autentico della Roma 2.0 di Mou. Lo Special lo ha definito per larghi tratti della stagione ‘l’unica luce della squadra’ e per diverse settimane è sembrato così. Con l’argentino in campo la Roma ha costruito un campionato da vertice e raggiunto agevolmente le fasi finali di Europa League, senza di lui il tecnico ha dovuto fare una scelta. Il gol in finale e l’uscita di scena al 60′ lo specchio della sua stagione. Decisivo sì, ma purtroppo non del tutto affidabile. Chiude comunque con 18 sigilli, ad avercene di campioni così. Diamante

Abraham 4,5
Servirebbe uno psicanalista o forse un esorcista per comprendere dove sia finito il Tammy dello scorso anno. Da 27 gol e prestazioni convincenti, a volte da spellarsi le mani dagli applausi, l’inglese si è letteralmente incartato. Involuto, spento, arruffone e un terzo dei gol all’attivo rispetto ad un anno fa. Insomma, un disastro, di cui certamente anche Mou è rimasto sorpreso in negativo. Quella fame agonistica che lo sospingeva si è tramutata in una pancia piena che ne ha svilito ambizioni e qualità. L’infortunio al ginocchio il macigno finale su una stagione, decisamente, da dimenticare. Scomparso

Belotti 5
Arrivato al fotofinish del mercato dopo un’estate senza preparazione e soprattutto una dolorosa separazione (al veleno) con il mondo granata, il Gallo era per tutti l’ideale alter ego di Abraham, per definire una coppia di attaccanti affidabile in vista del doppio impegno. Al pari di Abraham però anche Belotti ha fatto una fatica micidiale a far gol. Appena 4 sigilli, zero in campionato. Nessuno peggio di lui nei top5 campionati europei in base alla media di minuti a disposizione. La differenza con l’inglese è stata senza dubbio sul piano dell’atteggiamento. Il Gallo non si è snaturato, lottando anche contro gli infortuni e giocando sulle fratture, ma bisogna ritrovare i gol. Senza cresta

El Shaarawy 7
Tuttofare, sull’esterno, come quinto, a volte anche terzino, poi seconda punta o trequartista. Il Faraone si è ripreso la Roma, con giocate, gol e prove da calciatore maturo. Mai una polemica, mai una parola fuori posto, apprezzatissimo dal tecnico per lo spirito di sacrificio e perchè in corsa ‘è uno dei pochi capaci di cambiare volto alle partite’. Ha meritato il prolungamento di contratto, è solo un problema di cifre. Prezioso

Volpato NG
Un gol da tre punti a Verona e la sensazione che potesse sbocciare. Mourinho gli ha dato fiducia ma poi qualcosa si è rotto. Probabilmente il ragazzo italo-australiano non ha retto la pressione di dover dimostrare tutto il suo talento, anche entrando pochi minuti. Troverà la sua giusta dimensione altrove. Incompiuto

Solbakken 5,5
1 gol e 2 assist, troppo poco rispetto a quanto tutti a Trigoria si attendevano dal norvegese che ha pagato fortemente lo scotto del passaggio da un campionato periferico, quello Norvegese, alla Serie A. I mezzi fisici e tecnici ci sarebbero, forse necessitava di un passaggio intermedio. Preso a zero è una potenziale, buona, plusvalenza. Fumoso