
Esclusiva RS – Tufano (ex all. Raspadori): ”Giacomo lo vorrebbero tutti gli allenatori, adatto a Gasperini”
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Felice Tufano, ex allenatore delle giovanili del Sassuolo con cui Raspadori ha segnato 25 gol, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport.
Com’è la situazione nei settori giovanili in Italia? Contrariamente a quanto si sente in giro, che non ci sono talenti, i calciatori ci sono basta farli crescere e dargli le giuste opportunità e la possibilità di sbagliare. A volte si ha troppa fretta pensando che siano subito pronti ma c’è un lavoro da fare che non deve mai finire. I giovani vanno istruiti dentro e fuori dal campo per rapportarsi al meglio con gli ambienti.
Come mai sembra esserci una penuria di calciatori italiani di alto livello?
È un discorso profondo sicuramente le opportunità sono poche. Sento definire giovani ragazzi di 20-21 anni… Per me è a 16-18 anni che possiamo definirli tali. Ultimamente si vede qualcosa in più ma sono pochi i calciatori che trovano spazio rispetto ai Paesi europei in cui non hanno problemi a inserirli. Le richieste del campionato italiano inducono le società e gli allenatori a essere molto cauti perché ci vogliono subito i risultati: questo aspetto inibisce il coraggio a proporre i ragazzi. È chiaro che, se ci si aspetta che un giovane dalla primavera possa essere subito pronto, si commette un errore perché c’è un percorso da fare con alti e bassi.
Prosegue Felice Tufano.
Penso che nelle società professionistiche e dilettantistiche la figura dell’istruttore, degli staff tecnici che si devono occupare dei ragazzi, sono importanti ma non sempre gli viene data la possibilità di lavorare. Ci sono tanti tecnici bravi nelle giovanili che non vengono presi in considerazione… Il risultato non deve essere una vetrina per questi allenatori perché la priorità, in questi casi, è la crescita dei ragazzi sotto tutti i punti di vista da quello tecnico, che rimane importantissimo, a quello fisico per completarli e renderli pronti. L’unico modo per avere dei calciatori preparati alla prima squadra, c’è bisogno di un lavoro totale senza trascurare alcun aspetto, compresa la gestione dello spogliatoio, l’alimentazione e il rispetto delle regole: tutto ciò che serve per rimanerci e non essere una meteora.
Pregi e difetti di Raspadori.
Giacomo è un ragazzo intelligente di una disponibilità infinita. Già in under 17 quando parlavo con lui sembrava avesse 30 anni, ha maturità, educazione ed è molto rispettoso. Tutte queste qualità gli hanno permesso di essere sempre ben voluto e di essere il capitano nelle rispettive categorie giovanili. Tecnicamente è un calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere: tatticamente può fare l’esterno, il sotto punta, la punta e sa usare bene tutti e due i piedi. Quando rimane fuori dalla formazione titolare non fa mai mezza polemica, negli allenamenti va sempre forte a prescindere: è una mosca bianca in questo senso.
Raspadori nella Roma di Gasperini?
Per la mentalità e il calcio che propone Gasperini è un giocatore valido e funzionale. Nella Roma può fare l’esterno, il sotto punta e l’attaccante centrale: ha caratteristiche che gli consentono di essere adatto alle idee di calcio del tecnico giallorosso, intendendo con questo anche la settimana di allenamento.
Hai allenato anche Kean…
Raspadori dà più soluzioni di Kean che è molto forte fisicamente, presente dentro l’area di rigore ma credo che, a livello calcistico, ragioni un po’ meno rispetto a Giacomo che ha un’abitudine diversa anche in fase difensiva, di non possesso palla. Raspadori si sacrifica per la squadra, è un giocatore importante e lo ha dimostrato negli anni a Sassuolo e al Napoli.



