
Massara-Gasp, rapporto logoro: tutti i motivi della tensione
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Non è un mistero e i diretti interessati non hanno fatto molto per nasconderlo, soprattutto dal lato di Gasperini.
Gasp nel corso delle ultime settimane ha sottolineato a più riprese il suo disappunto. Per le tempistiche ritardate di alcune operazioni, per delle promesse non mantenute sui nomi tracciati e ben delineati in autunno, per alcune trattative sfumate e per aver visto ‘distogliere’ alcune preziose risorse da giocatori certi a investimenti su calciatori che nell’immediato non assicurano risultati.

Sapeva però anche in quale realtà fosse arrivato, conosceva perfettamente le difficoltà finanziarie del club sottese al rispetto di stringenti paletti imposti dall’UEFA ed era consapevole che queste finestre di mercato avrebbero portato ad una tortuosa costruzione.
Gli investimenti, in termini di spesa, ci sono comunque stati: da luglio un centinaio di milioni sul piatto più potenziali riscatti che accrescerebbero il valore della spesa, seppur diluita in più annualità, a circa 190 milioni di euro.
Ma Gasp smania dalla voglia di alzare subito il livello della squadra, probabilmente ingolosito dalle difficoltà avute da alcune big fino a questo momento e dall’opportunità di poter centrare la Champions al suo primo anno, volano fondamentale in termini di investimenti futuri.
Il direttore sportivo giallorosso Massara, scelto a giugno inoltrato per sostituire Ghisolfi, ha certamente delle attenuanti sul piano delle formule da poter sfruttare in sede di mercato, ma qualche dubbio oggettivamente sulla sua operatività resta. L’allenatore tra novembre e dicembre era stato chiarissimo: ‘servono tre pedine pronte, un terzino sinistro, un numero 11 e un numero 9‘. Lo sapeva il mondo del calcio e lo sapeva bene anche il duo Ranieri-Massara, che ha avuto necessità di un intervento forte della proprietà ad inizio gennaio quando la situazione sembrava in procinto di crollare.

Il silenzio assordante di Lecce, è stata una dinamo che ha fatto scattare il piano di crisi interna. La presenza di Ryan ha rassicurato l’allenatore e nei giorni successivi è arrivato il colpo Malen, ispirato però fortemente dal tecnico: “Quando ho saputo dell’opzione Malen, l’ho comunicato al presidente e al direttore sportivo. Massara è stato rapido a chiudere un’operazione già impostato”. Di certo non parole al miele, come quelle spese due giorni fa sul tema dell’Under 23.
Ok l’ex Aston Villa e Zaragoza – calciatore che intriga l’allenatore per le qualità tecniche nello stretto e la rapidità d’esecuzione – ma Vaz e Venturino, che avranno comunque le loro chance come già visto nelle prime due uscite ufficiali dal loro sbarco in giallorosso, sono operazioni da mercato estivo non da gennaio. Gasp sa lavorare e bene con i giovani, ma la stagione sta per entrare nella sua fase decisiva, più infuocata e non si può sperimentare più nulla. Da qui la delusione di Udine.
Cosa resta? La necessità di trovare una sintesi tra queste due posizioni. Massara è un operativo, un uomo abituato a lavorare nell’ombra e a non esporsi. Gasperini è l’architrave tecnica su cui i Friedkin – ispirati da Ranieri – hanno deciso di costruire la nuova Roma.
Forse è arrivato il momento (eufemismo…) che la proprietà chiarisca le posizioni all’interno di Trigoria, magari immaginando di inserire nell’organigramma una figura autorevole ed esperta che possa coordinare e indirizzare il lavoro quotidiano oltre alle inevitabili strategie future. Ruolo che evidentemente Ranieri non può ricoprire, poiché inquadrato da mero consulente del proprietario. Quel solito faccio/non faccio, dico/non dico tipico dei Friedkin che però ha generato in questi anni frizioni similari tra figure diverse da quelle attuali. Il rischio concreto è che se non si interverrà in questo senso, a giugno uno tra Ds e Allenatore non sia più nell’organigramma giallorosso.



